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Valeria Corvino si forma attraverso lo studio della mirabolante ricchezza artistica della sua città natale, Napoli. La scultura romana, il barocco capriccioso, la familiarità quotidiana con i frammenti dell'antichità, i palinsesti architettonici del suo territorio sono i suoi primi 'maestri', insieme a una passione tutta mediterranea per i segreti dell'anatomia e la bellezza del corpo umano. Dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti, approfondisce la problematica della composizione lavorando sulla fotografia, e dunque sui tagli, l'immagine zoomata, il gioco delle luci e delle ombre. Coniugando la formazione pittorica, la passione per i volumi scultorei, i segreti delle inquadrature fotografiche, giunge a perfezionare la sua innata propensione verso l'equilibrio e l'armonia. Elabora così un suo personale e riconoscibile alfabeto stilistico che si dimostra sempre fedele ad alcuni rigorosi principi formali ed estetici. I suoi lavori, costruiti su un sapiente utilizzo di luce e colore e sull'armoniosa alternanza tra linee e volumi, appaiono accomunati dalla costante ricerca di un canone di 'grazia' e di un equilibrio antichi. Attraverso un atto di riconciliazione tra gli stilemi dell'eredità storica e le allusioni dell'estetica moderna, l'artista opera un personale elogio alla Proporzione e all'Armonia.
 
VALERIA CORVINO
MAGMA
Sistema complesso, il magma è una meraviglia della natura, esempio di completezza, perché la materia vive tutte le sue possibilità: il magma è liquido, gonfio d'acqua e rocce fuse, è gassoso, impregnato di vapori, è solido, pesante di cristalli in metamorfosi.
Nel caso di Valeria Corvino MAGMA è un'attitudine mentale, un processo di fermentazione e metamorfosi della suggestione, elemento vaporoso, e del ricordo, elemento liquido. I suoi dipinti infatti sono racconti di follie divine, stramberie di dèi capricciosi, miti che l'artista stravolge e interpreta, rintracciando il filo degli archetipi dimenticati. Tutto si solidifica nell'opera, roccia improvvisamente levigata, nata dal caos e dall'ansia di ritrovare la perfezione antica.
Le ultime opere di Corvino portano nel titolo il ricordo della potenza del magma. Il fondo di queste tele ha l'andamento cangiante dell'elemento sotterraneo, sprazzi di luce dei vapori inafferrabili, filamenti minerali e vene infuocate. Il rosso che serpeggia nelle tele è il magma trasformato in lava bollente e invasiva, è il sangue liquefatto di san Gennaro, è il corallum rubrium sgorgato dalla testa di Medusa.
Gioia Mori
Valeria Corvino